IL DISASTRO AEREO DEL 26 GIUGNO 1959 A OLGIATE OLONA

 

sito con il patrocinio del
Comune di Olgiate Olona

 

saluto del sindaco Montano

 
Benvenuti!

Questo sito web e lo spirito che lo anima scaturiscono dal desiderio di onorare la memoria del disastro aereo del 26 giugno 1959 a Olgiate Olona e delle settanta vite immortali il cui corpo mortale cadde a terra quel giorno e dall’intento di costruire legami di solidarietà con le persone care alle settanta vite immortali e a loro legate da sangue, affetto e amicizia.

 
Giubileo lauretano
 
 
Il Quirinale e la memoria
del 26 giugno 1959

 

Nel 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano premiò con la propria medaglia gli eventi commemorativi del 26 giugno 1959 che più volte ebbe modo di apprezzare. Nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di ideale partecipazione alla cerimonia del 60° anniversario e saluto ai familiari delle settanta vite immortali.

 
Artefici e sostenitori degli eventi commemorativi

Persone, enti e attività produttive condividono lo spirito degli eventi commemorativi ispirati al 26 giugno 1959 e li organizzano e sostengono a vario titolo e in diversi modi.

 

 

Commemorazione del 26 giugno 2019

 

 

Commemorazione del 26 giugno 2019

 

Stai aggiornato sulle novità e gli eventi promossi in memoria del 26 giugno 1959

 

In primo piano

 

Giovedì 8 ottobre 2020 il 19° anniversario dell’incidente aereo di Milano-Linate

6 ottobre 2020 - Causa pandemia COVID-19 Coronavirus, giovedì 8 ottobre 2020 la celebrazione con cui Milano, Sea, Comitato 8 ottobre e Fondazione 8 ottobre ricordano i 118 angeli dell’incidente aereo di Milano-Linate (dei quali a Olgiate Olona fa memoria dal 2011 una lapide vicino al monumento al disastro aereo) si terrà non in basilica Sant’Ambrogio a Milano, ma al Bosco dei faggi creato per fare memoria delle vittime della peggiore sciagura aerea dell’aviazione civile in Italia: la messa di suffragio sarà celebrata da monsignor Giuseppe Vegezzi, ausiliare dell’arcivescovo di Milano.

 

 

 

Il disastro aereo nel ricordo di Franco Giove, ex ospite dell’Opai di Olgiate Olona

28 settembre 2020 - Il torinese Franco Giove, che il 26 giugno 1959 era a Olgiate Olona, ospite tredicenne dell’Opera prevenzione antitubercolare infantile (Opai), in una preziosa e dettagliata testimonianza evoca gli attimi successivi al disastro aereo. «Sono Franco Giove, di Torino. Dal mese di marzo 1959 al mese di settembre 1960 ero ospite nel preventorio di Olgiate Olona dell’Opai. Avevo tredici anni. Forse il ricordo più forte del periodo trascorso a Olgiate è quello del 26 giugno 1959. Stavamo giocando nelle sale del padiglione quando tutto a un tratto le suore ci hanno riunito, ci hanno condotto nella sala teatro e abbiamo cominciato a recitare il Rosario. Fatto inconsueto perché l’orario del Rosario era più tardi. Noi vedevamo che l’atteggiamento delle suore era di preoccupazione e non ci rendevamo conto del perché. Si era verificato un disastro aereo avvenuto sopra il cielo di Olgiate Olona. Un Superconstellation della TWA dopo aver fatto il pieno di carburante ed essere decollato dall’aeroporto della Malpensa è stato colpito da un fulmine durante un violento temporale e si è schiantato al suolo evitando per poche decine di metri il complesso dell’Opai. Un pezzo d’ala, di fusoliera e parecchi frammenti di metallo sono caduti tutto intorno a noi nel parco dell’Istituto. Abbiamo saputo in seguito che tutti i passeggeri dell’aereo erano morti, una settantina di persone».

Testimoni del disastro aereo

 

 

 

[archivio notizie in primo piano]

 

Venerdì 26 giugno 1959 Olgiate Olona fu miracolosamente risparmiata da un disastro aereo (quinta peggiore sciagura dell’aviazione civile in Italia) che creò enorme choc nel mondo: il quadrimotore Lockheed L-1649A Super Constellation Starliner Jetstream N7313C del volo 891 (Atene-Roma-Milano-Parigi-Chicago) Trans World Airlines (TWA) appena decollato dall’aeroporto Milano-Malpensa, durante un nubifragio fu colpito da un fulmine e precipitò in fiamme perdendo motori e timone; la fusoliera con le settanta persone a bordo (originarie di otto Paesi: Stati Uniti d’America, Italia, Regno Unito, Francia, Cile, Germania, Egitto, Israele) si schiantò al suolo vicino a “cascina Agnese”, evitando per poche decine di metri il centro abitato. Tutte le persone a bordo del velivolo morirono e a nulla valse il tempestivo intervento dei soccorritori. Il 27 giugno 1959 fu eseguito il recupero dei cadaveri e le bare furono portate in basilica San Giovanni battista a Busto Arsizio dove il 29 giugno 1959 furono celebrate le esequie. L’inchiesta della Magistratura si concluse archiviando il caso, mentre l’International Civil Aviation Organization (ICAO) appurò che l’esplosione in volo fu causata da un fulmine che colpì la bocca di sfiato del serbatoio n°7 da cui fuoriuscivano i vapori del carburante.

 

 

Il racconto orale tramandato dai testimoni oculari divenne inverosimile e leggenda popolare. Nel 2008 l’olgiatese Alberto Colombo ricostruì il fatto nel volume Il disastro aereo del 26 giugno 1959 a Olgiate Olona e la memoria riprese vigore con iniziative sostenute dall’Amministrazione comunale: restauro monumento memoriale, 50° anniversario (2009) con intitolazione di via 26 giugno, lapide commemorativa, Ape car segno solidale in memoria di settanta vite immortali (in esercizio fino a gennaio 2016), opera Settanta vite immortali. Volume commemorativo 50° anniversario disastro aereo 26 giugno 1959 Olgiate Olona; dal 2010 il progetto didattico con gli alunni di terza media della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri; nel 2011 medaglia del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano (riconoscimento dell’alto valore degli eventi commemorativi del 26 giugno 1959) e lapide in memoria delle 118 vittime della sciagura aerea di Milano-Linate; dal 2013 questo sito web; nel 2016 restauro conservativo totale del monumento memoriale; nel 2019 messaggio del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella di saluto ai familiari delle settanta vite immortali e di ideale partecipazione al 60° anniversario.

 

La fatalità che fulminò settanta vite umane martoriò solo il corpo mortale che cadde a terra: lo spirito si librò verso l’immortalità. Per le settanta vite immortali del 26 giugno 1959 vale quanto dice la Bibbia: Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento le toccherà più (Sap 3,1). I familiari di questi giusti hanno silenziosamente e dignitosamente trasformato un grande dolore in dono: per le persone care, le nuove generazioni, la collettività. Non ci è concesso cambiare la Storia già accaduta. Quanto fatto finora a Olgiate Olona e quanto ancora si farà è solo l’essenziale che ci è concesso fare: pregare, onorare le vite immortali e i loro cari con memoria e gesti solidali.
Alberto Colombo

 

Messaggi ricevuti

 

28 settembre 2020
Ciao a tutti. Molte grazie per la testimonianza di Franco Giove. Mi ha scaldato il cuore sapere che in quel momento abbiano recitato il rosario, questa cosa mi ha fatto piangere (...)
Judy

 

29 luglio 2020
Mi chiamo Don Rey e ho perso cinque membri della famiglia nel disastro aereo del 26 giugno 1959. Grazie, che Dio vi benedica per tutto il lavoro fatto per commemorare (...)
Don

 

25 luglio 2020
Sono il nipote di Sophia Doumouras, mia zia. Non l’ho mai conosciuta, sono nato un anno dopo il disastro aereo. Penso che un giorno verrò in Italia nella vostra città (...)
Nick

 

10 luglio 2020
Grazie per il recente video e le altre informazioni che avete diffuso sul disastro aereo del 1959. Sebbene sia stato difficile da guardare, è stato anche confortante vedere (...)
George

 

7 luglio 2020
Rattristato per chi è andato avanti, il caro Giuseppe Cerana, sentite condoglianze ai familiari. Giuseppe è e rimarrà sempre con noi (...)
Antonio

 

26 giugno 2020
Siamo molto rattristate per il fatto di non aver potuto venire in Italia quest’anno per il 61° anniversario del disastro aereo del volo 891 della TWA (...)
Kathleen

 

26 giugno 2020
Oggi è il 61° anniversario della scomparsa di nostro padre. Sono particolarmente malinconica in quanto Kathy e io non siamo insieme, né possiamo partecipare alla commemorazione (...)
Susan

 

 

 

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