IL DISASTRO AEREO DEL 26 GIUGNO 1959 A OLGIATE OLONA

 

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Eventi commemorativi

 

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• Premiati nel 2011 con medaglia del Presidente della Repubblica •

 

Commemorazione del 26 giugno 2017


Commemorazione del 26 giugno 2017 - Susan e Kathleen Ellis con il sindaco Giovanni Montano


Commemorazione del 26 giugno 2017 - Il pubblico presente alla cerimonia

Eventi commemorativi 2017

 

Logorato da anni di quotidiano e prezioso servizio, ha cessato attività l’Ape car segno solidale in memoria di settanta vite immortali donato alla cooperativa sociale Massimo Carletti onlus di Olgiate Olona nel 2009 al 50° anniversario del disastro aereo.

 

Nel 2017 il progetto didattico ispirato al 26 giugno 1959 giunto alla sua ottava edizione ha coinvolto le classi III A, III C, III E della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Olgiate Olona.

 

Commemorazione 58° anniversario disastro aereo

 

Alla commemorazione del 26 giugno 2017 tenuta in municipio hanno partecipato familiari delle settanta vite immortali giunti da Italia e Stati uniti d’America, delegazione del Comitato 8 ottobre, alunni olgiatesi di terza media autori degli elaborati meritevoli prodotti nell’ottava edizione del progetto didattico memoria del 26 giugno 1959: premiati tutti con attestato di merito, gli autori dei migliori tre hanno letto il loro lavoro e hanno ricevuto un buono libri omaggiato dal laboratorio di falegnameria Legno e dintorni di Olgiate Olona.

 

(pagina con gli elaborati degli alunni di terza media premiati)

 

 

Testimonianze 58° anniversario disastro aereo

 

Cristiano Comelli, Italia (autore della poesia In memoria del 26 giugno 1959 ispirata al disastro aereo di Olgiate Olona, composta per il 50° anniversario e proposta alla Serata della memoria tenutasi il 26 giugno 2009 nella Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo di Olgiate Olona):

 

«Una tragedia ha sempre un doppio risvolto; è morte ma è chiamata a farsi vita. È morte terrena che richiama una memoria che, pur intrisa della ricchezza che le persone che purtroppo ne sono state protagoniste in prima persona hanno lasciato sulla terra in termini di bontà di azioni compiute e affetto e amore riservato ai loro cari, diventa memoria universale non più soggetta alle leggi del tempo ma in grado di essere essa stessa monarca del tempo.
La memoria universale vive nella ricerca storica pregevole di un amico che ho l’onore di conoscere e con il quale ho collaborato per anni in un settimanale locale, una persona splendida che ha voluto immortalare con la sua penna questo ricordo e lo ha voluto consegnare alla storia di tutti. Nella consapevolezza che, come affermava il commediografo Terenzio, “sono un uomo e nulla di quanto umano mi è estraneo”.
Settanta vite ora sono altrettante stelle. Ogni stella uno sguardo. Da ricevere da essa e da restituirle non in forma di lacrima ma di sorriso. Perché le stelle vogliono soltanto sorrisi. Sorrisi che hanno la forma di chi, pur avendo subito il più terribile dei dolori ovvero la perdita di una persona cara in quella tragedia, ora è chiamato a renderli eternamente presenti con l’azione e con il pensiero, naturalmente anche con il cuore. Quelle settanta vite nelle stelle sono vite che appartengono a tutti noi perché la morte di esse, nel ricordo di tutti, diventa un supplemento di vita per tutti. Cioè diventa un continuare a portare la loro presenza, sia pure non più terrena, in giro per il mondo, per il proprio quotidiano. Forse nulla quanto una tragedia riesce a conquistare un uomo all’amore universale, perché gli fa sentire al contempo sì la sua precarietà ma anche il suo indissolubile legame con il suo simile. E questo lo libera dello stato di precarietà per farsi eternità. Di tutti, in tutti e per tutti. Quel volo maledetto è diventato, nei cuori di chi lo ricorda, un altro volo. Un volo nel cielo del pensiero più dolce: nessuno dimenticherà, nessuno sarà dimenticato. Un ricordo che non resta confinato al passato ma si fa presente per scoprirsi futuro. Di nuovo il mio omaggio alle settanta vite immortali (come da titolo del libro del mio amico che so non tenerci a essere citato per nome ma che molti di voi conoscono certamente) e il mio abbraccio ai loro parenti».

 

Maria Enrica Ciserani e Roberto Peschiera, Italia - familiari di Paolo Ciserani:

 

«Carissimi Olgiatesi... Cosa dire?! Partecipare annualmente alla commemorazione dedicata ai nostri Cari scatena sempre un’infinità di emozioni. Anche se l’evento è da classificare tra quelli tragici quello che di anno in anno sempre più emerge nel mio cuore è la gioia che riuscite a trasmettere a tutti noi. Attraverso il vostro costante impegno, attraverso la freschezza e la simpatia dei ragazzi delle scuole medie, attraverso il sostegno dell’amministrazione comunale ci continuate a regalare questo momento di rinnovato incontro dove possiamo godere della vostra disponibilità ormai confidenziale, delle battute del Signor Antonio, del coinvolgente sorriso delle sorelle Ellis, dello scambio di parole e sensazioni con molti dei partecipanti. ... Cosa dire?! GRAZIE infinitamente GRAZIE».

 

Emanuele Castelnovo, Italia - familiare di Pietro Castelnovo:

 

«A nome della mia famiglia e specialmente della mamma, ringrazio per perpetuare con immutato spirito questa iniziativa che rappresenta davvero uno straordinario esempio di come la memoria non sia cosa morta ma riviva ogni giorno se siamo in grado di renderla attuale e cioè incarnata nella vita di tutti i giorni».

 

Laurie Clam Sullivan, USA - familiare di Jesus Juan Rey, Anna Rey, Manuel Rey, Josephine Fuda e Domenick Fuda:

 

«Desideriamo ringraziarvi ancora per aver ricordato le famiglie toccate da questo terribile giorno. Mentre mia madre si unisce alla sua famiglia che tanto le è mancata, noi non ci dimenticheremo mai di questo giorno e saremo insieme come una sola famiglia con la consapevolezza che nostra madre sta sorridendo, così vicina alla sua famiglia in Paradiso, guardando ai suoi amici speciali in Italia che mai dimenticano questo giorno. Ancora grazie».

 

John Clam, USA - familiare di Jesus Juan Rey, Anna Rey, Manuel Rey, Josephine Fuda e Domenick Fuda:

 

«Non posso esprimere a parole la gratitudine verso tutti voi che tenete viva la memoria delle 70 vite immortali vittime del disastro aereo di Olgiate Olona del 26 giugno 1959. Con grande apprezzamento ringrazio la vostra bella città per la compassione dimostrata».

 

Judy Rey Goro, USA - familiare di Jesus Juan Rey, Anna Rey, Manuel Rey, Josephine Fuda e Domenick Fuda:

 

«Ciao, domani il nostro pensiero sarà rivolto a voi tutti. So che mia madre è così felice in Paradiso e dall’alto volge il suo sguardo sulle persone a lei più care in Italia. Vi vogliamo bene e vi ringraziamo con tutto il cuore».

 

George Clam, USA - familiare di Jesus Juan Rey, Anna Rey, Manuel Rey, Josephine Fuda e Domenick Fuda:

 

«Mentre il 26 giugno si avvicina desideriamo informarvi che le famiglie Clam/Rey penseranno a voi, alle famiglie delle vittime e alla popolazione di Olgiate Olona mentre celebrerete l’anniversario del disastro aereo. Saremo con voi con il nostro spirito e vi saremo sempre grati per il vostro impegno nel ricordare le vittime e nel tramandare alle nuove generazioni questo evento sfortunato. Mille grazie».

 

Delegato dal sindaco Giovanni Montano, Alberto Colombo l’8 ottobre 2017 a Milano ha rappresentato Olgiate Olona alla commemorazione delle vittime della sciagura di Milano-Linate.